La verità vi prego sulla guerra

By mattiacarzaniga

A Venezia si continua con la politica. E col documentario, l’unico genere che forse può salvare il cinema. Oggi è passato Z32 dell’israeliano Avi Mograbi. Un’intervista a un giovane soldato israeliano che cerca di superare lo choc rimasto dopo un’azione di rappresaglia in cui ha ucciso un palestinese innocente. Ma c’è anche lo choc della fidanzata del ragazzo, che non capisce il perché di quell’azione. E quello del regista stesso, che si interroga su dove sta la verità, dove la colpa, dove l’errore fatale dell’intera storia politica mediorientale, non solo recente; con l’aiuto di qualche sorprendente momento musicale, attraverso canzoni in cui si domanda se basterà un film, o addirittura se un film è la cosa giusta di fronte alla guerra e al dolore. Senza buonismi, ma con il coraggio del punto di vista: la guerra che prima rende ebbri (i giovani soldati che si “caricano” prima dell’azione), ma poi lascia uno strazio senza via d’uscita; l’autore che perdona il suo giovane connazionale per quel terribile omicidio ma che al tempo stesso gode del suo tormento. Un film difficile, coraggiosissimo, che probabilmente nessuno vedrà mai. Cercherò di recuperarlo, è una promessa.

PS: Politico anche l’altro documentario del giorno, Venezia ‘68, tacciato con molta esagerazione di revisionismo. Qualche omissione c’è, ma questa cronaca di una vicenda molto per addetti ai lavori (la sospensione della Mostra del ‘68 da parte di autori contestatari capitanati da Pasolini e Gregoretti) dà il segno di una certa sinistra italiana. Rivoluzionari di lusso che se la prendevano con un festival che vedeva in concorso lo stesso Pasolini, per dire. Mentre a Parigi una rivoluzione culturale si tentava davvero, e già si sentiva soffiare il vento di Praga. A proposito della nostra rabbia piccola piccola (vedi post precedente)…

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