Vengo dalla quinta serata di Festa Democratica vimercatese. Ora si vede chiaramente che (come sperato) a lavorarci ci sono anime vecchie e nuove. C’è un grosso lavoro da fare per integrarle tra loro, queste anime. Che si conoscono tutte ma stanno ancora, “secondo natura”, nel proprio gruppo di riferimento, gli storici “festivalieri” tra loro, i consiglieri democratici coi consiglieri democratici, le facce nuove intercettate dai circoli fondamentalmente da sole. Mi viene spesso da dire che è un anno di passaggio, e non per niente. Ma lavoriamo da subito perché il passaggio sia – se non indolore – almeno proficuo. Oggi un collega consigliere (ex Margherita) ha offerto agli storici “compagni” della Festa sopravvissuti (ex Ds) il vino che imbottiglia nella sua villeggiatura piemontese. Ne è nata una bella chiacchierata tra anime vecchie e anime nuove, di dove sei, cosa fai, che buono questo vino, no assaggia il mio. È stato un gesto bello, utile, non scontato. Si sa che il cibo è un buon motore per la comunicazione e l’integrazione. Mi piacerebbe che queste Feste senza nome (o con troppi nomi diversi) segnassero il passaggio al partito che verrà anche attraverso simboli come questo.
25 Giugno 2008 alle 12:12 pm
Ciao Mattia hai descritto chiaramente, in poche righe, la situazione festival 2008. Prima che tutto iniziasse avevo delle perplessità ma strada facendo mi sono ricreduto, ho notato che col passare delle giornate il gruppo tende ad amalgamarsi sempre più, resteranno sicuramente sempre delle incompatibilità di carattere ci sono sempre state e sempre ci accompagneranno.
Dovremmo dare risalto alle cose positive, farle nostre, invece tendenzialmente siamo più inclini ad evidenziare le negative. La strada intrapresa mi sembra quella giusta percorrendola insieme sono convinto che ci porterà lontano.
Buon lavoro