Buongiorno, notte

By mattiacarzaniga

A proposito di immigrazione, integrazione, clandestinità = reato, e tutto quello che passa sulla cronaca recente.

Francesco Munzi è un giovane regista che padroneggia questi temi con notevole sicurezza. Lo ha fatto quattro anni fa nel suo (bellissimo) esordio, Saimir, storia – da (ri)vedere, oggi più che mai – di un giovane albanese che cerca in tutti i modi di “diventare” italiano. Lo rifà ne Il resto della notte, passato a Cannes due giorni fa e nelle sale tra un mese. L’opera seconda, si sa, è sempre più difficile della prima. Vale anche per questo film, importante ma quasi diviso in due.

Munzi continua a raccontare con sensibile puntualità il mondo degli immigrati (o migranti che dir si voglia): in questo caso, due fratelli rumeni alle prese con gli sfruttamenti quotidiani del lavoro nero e la fidanzata di uno di questi, colf in una famiglia della borghesia torinese che la mette alla porta accusandola di furto. Ed è proprio il ritratto della famiglia borghese (l’altra metà del film, legata alla prima dal personaggio-ponte del giovane padre senza soldi in tasca e con tanta cocaina in corpo) a suonare un po’ già visto, con marito e moglie spaventati e stanchi del loro stesso benessere, alla ricerca di risposte (lui nella giovane amante di turno, lei nella fede) che ovviamente non riescono a trovare.

Resta comunque un film importante, “sul pezzo”. Ci dice quanto poco conosciamo gli stranieri che vivono in Italia. Ci porta nelle case dove vivono, nei luoghi dove lavorano, nei crimini che a volte diventano la loro unica drammatica via di fuga, nella loro speranza di integrazione continuamente frustrata.
Ci dice quanto il non conoscerli sia dannoso e faccia male (anche letteralmente) a noi per primi. Che continueremo ad avere paura di questa notte (sociale, culturale, politica) che sembra avvolgerci ogni giorno di più.

3 Risposte a “Buongiorno, notte”

  1. laima Dice:

    Grazie Mattia…i tuoi consigli e commenti sono sempre molto interessanti!
    non so se riuscirò a vedere questi film prima di partire, visto che ormai è davvero molto vicina la mia partenza, ma almeno so che qualcuno al cinema e tra la gente che vuole sembrare normale, propone temi importanti lasciando un segno e non solo parole.
    Basta alla televisione….solo cinema e tanti BLOG!!!

  2. Roberto Dice:

    Volevo giusto chiederti qualcosa in merito e valutare se farne una proiezioni pubblica.

  3. mattiacarzaniga Dice:

    ma sì, facciamolo vedere questo cinema, anche se imperfetto.
    perché a volte è importante anche il messaggio “puro”.
    e mi sembra che di messaggi (anche politici) il cinema italiano recente ne stia facendo circolare parecchi: da Caos calmo a Tutta la vita davanti, a Gomorra (dove però il messaggio fa davvero rima con linguaggio).
    e deve ancora arrivare Il Divo…

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