Vimercate’s Anatomy

By mattiacarzaniga

«… viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza»

Breve riepilogo per i non iniziati: a Vimercate è in costruzione (per volere di Regione Lombardia, dove sanità fa rima con cantiere) un nuovo polo ospedaliero, molto avveniristico e molto hi-tech, con il primo scheletro già eretto in una zona periferica a ridosso della Tangenziale Est.
L’area su cui sorge l’ospedale attuale (in pieno centro città) è destinata dunque allo sgombero. Il caso vuole che accanto ad essa ci siano altre due aree per le quali urge una riqualificazione edilizia e urbanistica: il vecchio consorzio agrario e una ex cava dal brianzolissimo nome (Cantù). In totale 132.000 mq di spazio urbano (o spiazzo urbano, come direbbe la già citata amica urbanista) da ripensare in termini politici, urbanistici, anche estetici; un territorio che comincia nel centro storico (a due passi dal municipio) e arriva a toccare la Tangenziale.
Ne scrivo oggi perché – dopo le tante/troppe riunioni limitate a Consiglio Comunale, maggioranze varie, ecc. – ieri sera c’è stato il primo incontro sul tema aperto a tutti gli aderenti (non nel senso di “attillati”: è che iscritti ancora non si può dire) al PD vimercatese.
Le sollecitazioni sollevate sono tante, quasi una “anatomia” della Vimercate che verrà: mantenere, nonostante il trasloco dell’ospedale, alcuni servizi sanitari e socio-assistenziali nel centro cittadino (dalla Asl a strutture di ricovero post-degenza); pensare alle nuove residenze che sorgeranno anche in termini “sociali”, incentivando forme di edilizia convenzionata che potrebbero far restare (o riportare) giovani single e giovani coppie vimercatesi a Vimercate; sfruttare l’occasione di lavorare su un territorio così ampio e strategico, che abbraccia quasi il 50% della popolazione cittadina, per creare una centrale di teleriscaldamento, sulla linea del decantato e sostenibilissimo modello bresciano che Vimercate potrebbe finalmente importare; agganciare il progetto sull’area ex-ospedale a quello sull’Expo 2015 (peccato non esista ancora uno spazio di concertazione territoriale su questi temi).
Io ci aggiungo: dare ai cittadini vimercatesi l’immagine di una città (ancora) più bella. Su un territorio dove solo poco più del 40% è urbanizzato, abbattere il cosiddetto “monoblocco” (la struttura principale del vecchio complesso ospedaliero) e riqualificare aree oggi dismesse in pieno centro città può diventare l’occasione – o, recuperando la citazione iniziale, la rivoluzione urbanistica – per creare una città (ancora) più vivibile. Più bella, che non è solo un aggettivo buono per il marketing.
Il riassunto è – per ovvie ragioni di sintesi – un poco impreciso. Ma è il modo per cominciare a ragionare su come riempire questi spazi. Anche da queste pagine.

3 Risposte a “Vimercate’s Anatomy”

  1. In nome del popolo malato « only connect Dice:

    [...] In nome del popolo malato Non avevo mai avuto il piacere di conoscere il buon Luciano Bresciani, Assessore lumbàrd alla Sanità nonché il leggendario cardiochirurgo che resuscitò Umberto Bossi nella lontana primavera del 2004. È successo ieri, quando è venuto a Vimercate a dirci la sua sul nuovo ospedale. [...]

  2. Asterix contro Cesare (in consiglio comunale) « only connect Dice:

    [...] la riqualificazione dell’area di Vimercate lasciata libera dal vecchio ospedale (ne parlavo qui). Dopo mesi di discussione, in cui non sono mancati i tentativi di apertura e gli spazi di [...]

  3. Gimmi Perego Dice:

    Trovo ottima l’idea di cominciare a demolire un po’ di cemento e fare spazio, anche al centro delle città, a spazi riqualificati e possibilmente ricchi di verde e servizi.

    Anche perchè è necessario compensare l’enorme consumo di spazi verdi dovuto al nuovo ospedale: il territorio è una risorsa finita.

    Non bisogna cadere nella trappola dei bisogni apparenti, abbiamo già costruito troppo, solo demolendo e riqualificando si può costruire una città migliore.

    Gimmi Perego

Lascia un commento