Odissea nello spazio

By mattiacarzaniga

Abbiamo cominciato venerdì scorso a Oreno (di Vimercate, anche se agli orenesi la specificazione non piace) con l’analisi del voto delle ultime Politiche. Tra le tante osservazioni sul perché e il per come della “vittoria mancata” (per chi preferisce la lettura ottimistica; e non è detto che io non sia tra questi), si avverte il bisogno di spazi (fisici e non) da dedicare alla costruzione della “fase 2″ (o forse 1) del Partito Democratico. Un bisogno che diventa sempre più spesso una richiesta diretta e accorata. Servono luoghi per chi è lontano dalle amministrazioni e dai circoli ma che la politica ha voglia di seguirla; e servono luoghi per coloro a cui la politica dovrebbe arrivare più facilmente, dove farci vedere, discutere, rispondere alle domande degli elettori reali, di quelli perduti, di quelli potenziali. Viene automatico chiudersi nei circoli, è sempre faticoso creare sedi aperte nel senso letterale del termine, dove – perché no? – convogliare nuovi iscritti (a patto che si decida di procedere con queste benedette iscrizioni).
Abbiamo continuato ieri – sempre a Vimercate – con l’elezione delle rinnovate consulte di quartiere (più quella, nuovissima, dei cittadini stranieri, semplificazione inesatta di residenti privi della cittadinanza italiana). I (tanti) cittadini venuti a votare rivendicano il bisogno e la voglia di una partecipazione attiva, fanno capire che quando si creano gli spazi giusti (nel modo giusto) la risposta arriva.
Morale della favola vimercatese dell’ultimo weekend: bisogna fare spazio. Sarà un’odissea, ma continuiamo a lavorarci.

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