La linea d’ombra

By mattiacarzaniga

A proposito di pregiudizi, razzismi, “giuste distanze”. Ho finito nella notte La sottile linea scura, travolgente romanzo di Joe Lansdale, scrittore finora (colpevolmente) mai letto. È la storia della perdita dell’innocenza di un ragazzino tredicenne in una umida e sinistra estate texana anni ‘50, prima dei diritti razziali, dell’emancipazione femminile, dei Kennedy e dei Martin Luther King. La linea del titolo segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta infangandosi tra omicidi, abusi, case stregate, incesti, teste mozzate, incendi, fiumi di alcol, morti impiccati, e un giovane cadavere lungo la ferrovia. Mi ha ricordato Stand By Me, grande libro diventato un grande film. Racconta i fantasmi della società passata come se fossero le ombre della società di oggi, che non riesce a sfuggire alle proprie paure. Mi è piaciuto perché c’è dentro anche tanto cinema: per la precisione, un drive-in dove passano La donna che visse due volte e il Frankenstein di Boris Karloff. Che è l’unico esorcismo possibile contro la paura, prima di diventare grandi.

Lascia un commento