6 Novembre 2009 di mattiacarzaniga

Calearo si libera dall’abbraccio di Walter, e lascia il Pd. «Io non sono mai stato di sinistra.» Per questo era veltroniano. (Film consigliato: Slégami!.)
Il premier nega – via Bruno Vespa – di aver mai avuto più di un abbraccio con Noemi, in quelle quattro volte che l’ha vista (a cui corrispondono quattro diverse versioni dei fatti.) È riuscito a non rispondere alle domande di Repubblica, ma Repubblica oggi titola «Le risposte di Berlusconi», e quindi ha vinto lui. (Film consigliato: Papi e le altre ragazze del mucchio.)
Il Giornale torna a negare il suo abbraccio a Gianfranco Fini. «È giunta l’ora che esca dall’ambiguità. L’alternativa? Un Predellino 2.» In ogni caso, io Fini me lo vedo di più su uno sgabello alto. (Film consigliato: La mala información.)
Gli abbracci (sort of) tra Piero e Natalì «sono sempre stati pagati con risorse personali.» L’ha detto davanti ai giudici il legale dell’ex governatore. (Film consigliato: La Legge del desiderio.)
L’Est nega l’endorsement a D’Alema come Ministro Ue, ma arriva l’abbraccio di Berlusconi: «È una candidatura forte.» (Film consigliato: Parla con lui.)
Mercedes Bresso si ricandida in ogni caso alla guida del Piemonte. Mica le serve l’appoggio dell’Udc. Ha già promesso una lista autonoma, «alla catalana.» (Film consigliato: Donna sull’orlo di una crisi di nervi.)
Ovviamente Gli abbracci spezzati è l’ultimo film di Almodóvar. L’ho visto ieri, e prima mi è sembrato un po’ freddo, poi ci ho ripensato e mi sa che è bello. È che io amo Penélope e mi pareva utilizzata poco. Ma forse non è vero. I critici vi diranno che è un’indagine sulla visione e sulla sua negazione (c’è di mezzo un regista cieco, per dire.) Che è un falso noir, e un falso mélo. Forse hanno ragione. Ci penso e vi dico. So solo che quando ho visto la faccia scomposta di Rossy de Palma, sono stato felice.
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4 Novembre 2009 di mattiacarzaniga
No, non è una battuta di Lady Marrazzo. Lo diceva ieri, in una puntata a dir poco grandiosa, il mio role model, che cambia ogni cinque minuti, è vero, ma da qualche settimana è stabile, ed è la solita Kitty. Non per fare i post femministi (in tutte le accezioni di post), ma è un po’ questo il senso di tante delle storie che si leggono da noi a partire dall’estate scorsa, o forse di più. Uomini che magari non odiano le donne, ma che governano (pure questo any sense) da militari in licenza, senza rispetto ancor prima che senza morale (che a me, parentesi, interessa ben poco). È anche questo il punto, in questo momento, in questo paese. Ieri sera ero in commissione a parlare di servizi sociali, e – warning: sto per dire delle banalità – primo: perché le signore che fanno politica devono sempre essere relegate in quei cosiddetti Temi Femminili? Secondo: perché assessore e simili dimostrano spesso più polso e capacità dei colleghi maschi? Per non dire del fatto che i loro mariti a casa, nove volte su dieci, possono dormire sonni tranquilli.
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4 Novembre 2009 di mattiacarzaniga
Grant Park, Chicago, un anno fa.

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3 Novembre 2009 di mattiacarzaniga
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2 Novembre 2009 di mattiacarzaniga
Io capisco che al PdL serva urgentemente un riposizionamento. Lo capisco dopo il flop del Lodo Alfano. Dopo il flop (altro senso) del Lodo Mondadori. Dopo che la Lega ha deciso di prendersi a muso duro (l’unica cosa dura che gli sia rimasta) le amministrazioni del Nord e il presidente open-minded (?) Gianfranco Fini i temi di immigrazione e diritti assortiti. Capisco che a Berlusconi interessi far passare il messaggio che lui alla giustizia ci tiene, al di là degli affari suoi. Non capisco però perché devo svegliarmi di lunedì con la pioggia, le foto delle mascherate di Halloween e la faccia (la zucca?) di Alfano che promette riforme a casaccio, anche a costo di «andare da soli» (questo però l’ha copiato). E intanto i carabinieri ricattano e i poliziotti massacrano di botte. E l’idea di giustizia in questo Paese resta la stessa di sempre, un dolcetto per il premier e uno scherzetto per tutti gli altri.
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30 Ottobre 2009 di mattiacarzaniga
Ieri, a un mese esatto dall’acquisto della macchina nuova, mi ha chiamato la filiale italiana della Casa Madre (francese) per chiedermi se va tutto bene, se sono soddisfatto, se ci sono problemi, eccetera. Quelle cose per cui ti senti consideratissimo, e va a finire che rispondi «pienamente soddisfatto» a qualunque cosa, foss’anche il grigio topo dei tappetini. Comunque. Potrebbe farla anche il Pd, questa cosa della telefonata. Le primarie sono state domenica scorsa e, come dice il saggio, i tempi della politica sono lunghi. Facciamo dopo Natale, allora. Una telefonata del tipo: «Buongiorno, qui è il Servizio Clienti Pd, la chiamo per sondare il suo grado di soddisfazione dopo il voto che ha espresso il 25 ottobre». Nessuno risponderà «No grazie, non mi serve niente», perché un partito eccome se serve. Le domande che hanno fatto a me a proposito di servosterzo e tenuta di strada vanno benissimo. Al momento dell’acquisto le hanno spiegato bene come funziona? Ha riscontrato problemi o differenze rispetto a quello che le avevano promesso? Consiglierebbe a un amico di rivolgersi a noi? Basta non barare. Io ero così contento della chiamata che alla signorina al telefono non gliel’ho mica detto, che una guarnizione del tetto ha già iniziato a cedere.
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29 Ottobre 2009 di mattiacarzaniga
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28 Ottobre 2009 di mattiacarzaniga
Al Grande Fratello è partita la caccia al trans. Capisco che l’argomento in questo momento tiri (no jokes, pliz), ma chiedo sin da ora di sospendere tutti i dibattiti sulla discriminazione, sulle pari opportunità, sui diritti delle persone, in questo paese. Si diceva ieri tra amici (parlando di Marrazzo, di cui io invece non parlerò) di quanto ogni società debba dolorosamente scontare anche momenti di sofferenza culturale, per cambiare. Io nella sofferenza che viviamo ora dalle nostre parti non leggo nessuna possibilità di cambiamento. Vedo un paese che si esprime nell’intolleranza e nel maschilismo, dove il premier solidarizza col governatore per questioni di letto (extraconiugale) e dove capita che i massimi quotidiani nazionali, quando parlano di una donna a proposito del posto fisso, nel titolo non mettano solo “precaria” ma anche “single” (sul Corriere, settimana scorsa). Il mio discorso è moralista e peregrino? Io non credo, e infatti ci tornerò sopra. Sarò pedante. Sarò un po’ come Claudia Mori a XFactor, che infatti sta simpatica solo a me. Ho già comprato un set di parrucche.
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27 Ottobre 2009 di mattiacarzaniga
a) è quello che sogna il Pd, alla vana ricerca di un Obama nostrano.
b) è quello che pronosticò a Marrazzo una maga di Trastevere nell’estate del 2004, qualche mese prima che si candidasse alle Regionali.
c) è l’oroscopo della settimana di Rutelli, che convergerà nel Grande Centro con Magdi Allam.
d) è il titolo del prossimo Woody Allen, quello con Banderas (son già lì).
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26 Ottobre 2009 di mattiacarzaniga
Ieri sera, mentre mi arrivavano gli update sulle primarie, eravamo in otto a casa di un’amica. Dei presenti, solo in due avevamo votato, e tutti e due per Marino. Gli altri sapevano delle primarie, sì, certo, che discorsi. Sapevano dei tre candidati, e delle loro differenze, e anche dell’urgenza di avere un serio partito di opposizione, in questo paese, e però a votare non c’erano andati. In generale, contestavano al Pd il fatto di non aver lanciato in questi anni nessun messaggio tale da incentivare ad andare ieri al seggio, versare 2 euri (richiesta sgradita ai più) e contribuire ad indicare il nuovo segretario. Diciamo che la media anagrafica dei presenti era 28 anni. Diciamo che il voto di queste primarie è stato decisamente poco giovane, any sense. (Diciamo anche che un voto più giovane avrebbe forse premiato di più la mozione Marino, ma lo mettiamo tra parentesi.) Auguri, e tanti, a Bersani, perché il suo lavoro dovrà partire proprio da questo buco generazionale. Gli daremo una mano. Il ricambio (in testa nel contest delle parole più abusate dell’anno) deve essere innanzitutto elettorale, i vecchi iscritti che votano di default non ci saranno più domani, e i più giovani, come quelli che erano con me ieri sera, non trovano per ora ragioni per farlo. Poi sono tornato a casa, e ho acceso la tivù, e nessuno parlava di Pd e di primarie, e c’era solo Tarantino tutto maciullato e senza un occhio in un film del suo amico Rodriguez, e diceva: «Ho visto un sacco di roba strana in vita mia». E sono andato a dormire.
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